I RUBAFIORI NON ESISTONO
Grottammare: help! spariscono fiori appena piantati

Deciso che non esistono altre notizie, e dato che a Grottammare ogni cosa è illuminata e perfetta e solo i pirla non lo capiscono, ecco in questi giorni la stampa locale impegnata a lodare il Comune che, per fare la città (a Pasqua) più bella che pria, mobilita truppe cammellate e senza risparmio di uomini e mezzi pianta alberelli piantine e fiori primaverili in quantità industriali, a più non posso.
Gran copia di servizi, dettagli, interviste, cronistorie di lavori passati presenti futuri, autocelebrazoni… Manca solo foto del caro leader a torso nudo che offre le braccia possenti e il prezioso sudore a far più bello il suolo patrio.

Senonchè poco dopo, ecco altre paginone – pregne di lacrime e cordoglio – a informare che gran parte dei fiori sparisce: “LI RUBANO” (!).
Succede questo: col favor delle tenebre, gente cattiva li ruberebbe strappandoli dalle aiuole, dalle pinete, dagli chalet del lungomare, perfino dalle piazze centrali e dal 43° parallelo. Macari con tutti i vasetti. Per rivenderli? Per portarseli a casa? Boh.
Ovvio che non è gente di qua: vengono dai paesi vicini, o dall’Abruzzo, i ladri sempre stranieri, come gli ubriachi e i picchiatori di Sammartì, gli indigeni sempre al di sopra di ogni sospetto e il marcio viene da fuori. No panic, li prenderemo.

Sicchè esistono i “Rubafiori”? Possibile?

Ne dubitiamo. Intanto non risulta che i Carabinieri ne abbiano mai beccato uno. Quindi non esistono.
I Rubafiori poi, se esistessero, dovrebbero avere i loro negozi di “fiori usati” o di “seconda terra”, e sarebbero padroni di giardini sconfinati, con le strade intitolate alle città dove hanno compiuto furti e razzie di verde pubblico. “Via Grottammare” per esempio, sarebbe bella lunga…

Ma la verità è che piante e fiori non si fanno rubare. Non sono fessi: lo dicono fior di scienziati, che i vegetali sono più intelligenti di noi umani.

Pur sprovvisti di sensori esterni come occhi orecchie e di sistema nervoso, “capiscono”.
Darwin diceva che hanno l’intelligenza nelle radici: con quelle esplorano continuamente il terreno e “comunicano”; si parlano, si scambiano opinioni, discutono (di politica, sesso, sport, religione…), valutano soprattutto i segnali di pericolo, per decidere se mimetizzarsi/difendersi o attaccare.
Adottano contromosse “umane”. “Sanno” cosa gli succede intorno, non li freghi. Se li calpesti, se gli stacchi qualche rametto, se li asseti, se li poti malamente con cattiveria, non crepano facile (come quando a noi ci prende una macchina). Spesso resistono. “Ricacciano” (come l’ulivo violentato dalla statua di Cristo scelleratamente piantatagli sopra, davanti a Cristo Re di Porto d’Ascoli).

E se butta ancora peggio, reagiscono in maniera difficile da immaginare a noi umani: scappano proprio. Alla loro maniera si capisce, mica a gambe levate: la loro (apparente) immobilità evolverebbe in una sorta di “spostamento cosmico” non misurabile coi nostri standard, SWAMM.., uno scatto tanto rapido quanto invisibile, una sparizione. Toh, ieri qui c’erano tanti bei fiori, mo’ ‘nci stanno più! Perché?

La spiegazione c’è, ed è chiara. Nell’ambiente circostante è successo un evento spiacevolissimo che non gli va giù, sentinelle attente come sono dei guasti urbani. Qualcosa di grave e intollerabile. Quindi, esaminata la questione, e dopo essersi “parlati”, piante e fiori hanno deliberato democraticamente di andarsene, partire, evadere.

Ecco, a Grottammare è successo che a piante e fiori hanno tolto Giovanna, per anni la capo-giardiniera comunale adorata, la loro mamma. Una privazione incolmabile, insostenibile, incomprensibile. La brava competente Giovanna (simpatica anche agli umani) che, in tuta fluorescente arancione XXL, con trattorino rasaerba decespugliatore o solo in bici, sempre sorridente e gentile, li andava a trovare li accarezzava li consolava li curava gli dava il concime buono… ci parlava ma li sgridava pure, se battevano la fiacca e non regalavano bellezza a Grottammare.

Ma quali “Rubafiori”: piante e fiori se ne stanno andando perché ri-vogliono Giovanna. Ed è una rivolta corale, un Aventino, una secessione educata e silenziosa.
La “partecipazione” a Grottammare – tra piante e fiori – c’è.

17 aprile 2017                           PGC

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