RIMO MAGGIO DESAPARECIDO

San Benedetto del Tronto – 25 Aprile / Primo Maggio: NON PERVENUTI

 

 Tutto è cominciato la vigilia del 25 Aprile, con il comunicato in paraculese di sindacoPiunti – o di chi l’ha scritto per lui – che la stampa locale ha diffuso a reti unificate.

      Idee centrali dell’imperdibile trattato di filosofia politica:

–          – amici cari, qualunquisti vicini e lontani, il 25 Aprile verrà celebrato sostando “in silenzio” davanti a luoghi topici della città che ricordano “gli italiani caduti per la patria in epoche e circostanze diverse” (?), per “accomunare nel ricordo tutti coloro che hanno perso la vita per un’Italia più giusta” (dunque perchè non anche i Martiri di Belfiore e Silvio Pellico e i Mille di Garibaldi);

– adesso che “i valori della Liberazione sono stati consegnati alla storia” (ergo vediamo di non farla lunga) e “rinnovate divisioni e conflitti fra etnie e classi sociali si addensano sul nostro Continente” (sic), non dobbiamo ripetere gli errori dettati da “sete di vendetta e odio”;

–  dunque vogliamoci bene e viva la libertà.

In questo brodetto alla sambenedettese che tutto insieme cucina in un’ unica zuppa con ricca spolverizzata di retorica, non una sola volta compare la parola Resistenza.

Furbastro copione interamente rispettato, l’indomani, e coronato dal divieto alla Banda cittadina di suonare Bella ciao (rintuzzate a suon di urlacci, nei giorni precedenti, le rimostranze presentate in Comune dai musicisti). Sindaci delle cittadine limitrofe – anche di presunta Sinistra – accanto a sindacoPiunti, muti accomodanti complici di quell’ ”Omaggio ai caduti” ad ampio spettro, a frammentazione, alla ‘ndo cojo cojo. Poco più in là il corpo bandistico, mutilato di Bella ciao, sfila mortificato tra il bancarellame espanso del martedì sambenedettese. [Curiosando poi nei cassonetti, si rinvenivano decine di spartiti di Bella ciao…]

Oggi, Primo Maggio, a San Benedetto si replica il silenzio: non una celebrazione, un discorso, una manifestazione di sindacati, associazioni, gruppi politici, autorità. Per la città è un giorno qualsiasi: aperti apertissimi negozi, supermercati, centri commerciali; commessi e commesse celebrano rassegnati la loro festa vendendo vestiti scarpe mutande telefoni formaggi borse salami; i negozianti festeggiano guardando le casse, felici del lungo ponte dovuto a chissà che, sarà uno dei soliti santi, San Primomaggio, la chiesa c’entra sempre…Perfino dai quotidiani locali il primo maggio è desaparecido, salvo per la noticina a margine: domani non usciamo perché oggi è Primo Maggio

In compenso, gran parata di auto d’epoca in centro città: ad Ascoli – già infrittata dalla dieci giorni di “Fritto misto” – e a San Benedetto. Auto d’epoca fascista, post-fascista, democristiana e via rombando… Potevano suonarla loro, coi clacson, Bella ciao!

Dopo le istituzioni locali dimentiche di Resistenza, dopo la sparizione del Primo Maggio, è di perfetta coerenza la vittoria di Superbone Renzi (votatissimo nel Piceno): inciuci alleanze accordi e frittimisti prossimi venturi, avanti tutta. Il gran brodo è servito.

 

 

1 maggio 2017                                Sara Di Giuseppe

 

RETTIFICA

In merito al mio articolo “Primo Maggio desaparecido” del 1 maggio u.s., a seguito di precisazioni fornitemi dal  presidente del Corpo Bandistico di San Benedetto del Tronto rettifico quanto segue:
–          L’informazione sulla quale ho basato il passaggio “Rintuzzate a suon di urlacci, nei giorni precedenti, le rimostranze presentate in Comune dai musicisti” era inesatta: nessun membro del corpo bandistico si è recato in Comune a protestare per il divieto di suonare Bella Ciao il 25 Aprile. La protesta per la mancata esecuzione del brano simbolo della Resistenza è stata invece espressa con (giusta) indignazione al sindaco di SBT e alla stessa banda in centro città, da vari cittadini presenti alla manifestazione del 25.

[Mia personalissima opinione: è un peccato che non sia stata davvero la Banda, a protestare con il Comune per il divieto relativo a Bella Ciao. Le avrebbe fatto onore. E’ un triste paese quello in cui è un sindaco ad imporre il questo sì e il  questo no al Corpo Bandistico Cittadino].

–          Il successivo passaggio [Curiosando nei cassonetti, si rinvenivano decine di spartiti di Bella ciao…] è da intendersi OVVIAMENTE ED ESCLUSIVAMENTE in senso ironico. (Non è obbligatorio capire l’ironia, certo, ma è come se si prendesse sul serio che i clacson delle auto d’epoca avrebbero potuto suolarla loro, Bella ciao). Poiché tuttavia sembra che qualcuno equivocando abbia creduto davvero a degli spartiti trovati nei cassonetti (!) ribadisco l’intenzione esclusivamente ironica e volutamente paradossale della mia affermazione, PRIVA DI QUALSIASI RIFERIMENTO AD UN FATTO REALE, rispettando il legittimo desiderio del Presidente di non veder adombrata in alcun modo la rispettabilità del Corpo bandistico di SBT.

2 maggio 2017                  Sara Di Giuseppe

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