Ponte dei Sospiri
[Grottammare: lesionato e chiuso dal 20 aprile il ponte del lungomare sul Tesino]
 
       Scaduto il mese contrattuale, tutto è come prima: il ponte malato forse è vivo ma resta inagibile. A 34 giorni (!) dal ricovero non si sa ancora di preciso cos’abbia: i medici passeggiano attorno al letto ma esitano ad allestire la camera operatoria, preferiscono tenerlo in coma farmacologico. Senza consultare nessuno. Si registrano solo sospiri.
       Il primario Pierre-Gallin, col codazzo di medici-giornalisti ai suoi ordini, sospira a mezzo stampa. Stabilito per dogma di fede che solo lui ha la visione giusta del problema, guai a chi gli s’accosta per chiedere notizie, neanche i famigliari. Non mena ma strilla e offende (alla Merli). Guai dubitare che il Comune sia un ottimo ospedale.
      Gli ingegneri-infermieri, ricevuto il compenso che volevano, muti non si sbilanciano. Continuano a caricare il paziente con pesi “sostenibili” (per vedere l’effetto che fa), gli misurano l’elasticità, la temperatura, la compressione in fase plastica, lo snervamento, il rientro della freccia…  Impassibili fanno prelievi, misurano diagrammi… sospirano.
       I rassegnati Ristoranti-Pizzerie-Chalet del desertissimo lungomare, il 20 maggio hanno acceso una (prima) candelina sulla torta per festeggiare il primo mese quasi estivo a clienti zero. Guardano in aria, nessuno s’incazza. Sospirano. Qualcuno compra altre candeline. Quando il prof. Pierre-Gallin parla ex cathedra è infallibile come il papa: loro ci credono.
       Gli hotel invece hanno una chance in più: possono adescare i terremotati cacciati dagli hotel-senza-ponte. Ovviamente di incalzare i medici-del-ponte non se ne parla. Anzi, quando si voterà li rivoteranno.
       I cittadini di Grottammare, di San Benedetto, dei dintorni, sospirano nei bar, per strada, in macchina:  l’importante è non farsi notare, non disturbare il manovratore, non esporsi. Sarebbe autolesionismo.
       Io non sospiro. Ripeto che si sta in tutta evidenza perdendo tempo, che l’equipe del primario Pierre-Gallin non conosce i vaccini né la cura e che bisognava chiamare il GENIO MILITARE PONTIERI, che avrebbe già velocissimamente affiancato, ad est del ponte di Tesi’ malato, uno dei suoi collaudatissimi ponti carrabili modulari tipo “Bailey” in ferro. Che non sono neanche brutti, nel loro genere: anzi la particolarità di un simile manufatto lo avrebbe reso ulteriore insolita attrattiva turistica. (Basterebbe, con meno arrogante spocchia e più costruttiva umiltà, imitare esempi virtuosi, come quello recente (2016) di Frosinone e non solo; o documentarsi:
        Insomma, un immediato provvisorio e quasi gratis trapianto laterale per far campare il turismo, che oggi è l’emergenza più grave.
       Siccome non meditate, allora sospirate gente, sospirate.
 
 
       24 maggio 2017                              PGC 
Annunci