San Benedetto nemica delle bici

        Fin dal tempo delle primordiali realizzazioni degli anni ’90, sappiamo che da queste parti chi progetta e realizza pseudo piste ciclabili non capisce nulla di biciclette.

Né in trent’anni hanno imparato qualcosa: col risultato che chi s’avventura su un nastro o una pista ciclabile di San Benedetto e dintorni si espone a molti più pericoli di quanti ne correrebbe buttandosi bendato o a casaccio nel traffico.

L’elenco delle castronerie è lunghissimo, ma è inutile tornare a sottolineare i vecchi errori: inutilmente li ho denunciati in decenni di pericoloso viaggiare lento a pedali.

Qui mi riferisco soltanto al percorso ciclabile del Lungomare nord, l’ultimo in ordine di tempo (in affannosa nonché fiacca costruzione sopra quello vecchio). Appena abbozzato – e per fortuna non ancora agibile – presenta il suo primo (e fondamentale) peccato mortale:

Lo stupido cordolo bianco (!) di separazione tra auto e bici è costantemente alto, da entrambi i lati, ben 14 – 15 cm. (vedi foto), mentre le linee guida di qualsiasi manuale raccomandano di non superare mai i 10 – 12 cm. lato-strada e i 5 – 7 cm. lato-bici.

Lasciamo perdere il lato strada, che non c’è un solo marciapiede cittadino decente. Ma alzare un “muro” di 14 – 15 cm. dal lato-bici è un crimine: significa causare come minimo delle rovinose cadute, giacchè il punto più basso dei pedali di ogni bici sta ben al di sotto di questa misura.

Lo stesso cordolo non presenta un profilo che prevenga l’urto dei pedali, anche se non è tagliente come a Grottammare (lì sono perfino più somari…).

I sapientoni (architetti-ingegneri-geometri progettisti della domenica) porranno rimedio alla cazzata?

Sarebbe il caso che si affrettassero con vergogna a smontare quel tronco di cordolo realizzato e poi lo interrassero almeno della metà; oppure che gli affiancassero – lato mare – un secondo cordolo fluorescente a sezione decrescente trapezoidale  in maniera da rientrare nella norma.

Altrimenti, tutti i ciclisti che cadranno sbattendo i pedali (tutti no: quelli che ruzzoleranno sotto le macchine, amen) faranno causa al Comune e la vinceranno in carrozza.

Ma perché lavorate sempre così male?

 

29 maggio 2017                              PGC

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