IL PONTE NON SERVE PIU’

[Grottammare: lesionato e chiuso dal 20 aprile il ponte di Tesino sul lungomare]

 

Sono bastati 50 giorni per abituarci senza. Quietamente. Il nuovo modus vivendi scaturito dalla chiusura del ponte di Tesi’ non solo va bene a tutti, ma fa pensare che si potrà fare così anche in tanti altri casi diversi, invece di affannarsi a risolvere i problemi.

Chi dava per certo che, come sarebbe successo in qualsiasi altro posto:

  •     il popolo sarebbe insorto per il ponte “chiuso e basta” all’avvio della stagione turistica senza uno straccio di soluzione temporanea d’emergenza e senza riaprirlo in quattroequattrotto (pur rispettando i 4 pensosi diktat dell’ingegnere-dai-25.000-euro-in-tasca) anzi prendendosi pure un altro mese se va bene;

 

  •    chalet-hotel-pensioni-camping-B&B avrebbero messo in piazza tavoli sedie ombrelloni letti lettini sdraio; pizzerie-bar-restaurants avrebbero inscenato un pittoresco arrabbiatissimo cacerolazo per far sapere che esistono; i cittadini avrebbero preso educatamente per il bavero Pierre-Gallin invece di omaggiarlo servilmente come sempre e ancora di più; l’Opposizione-cuor-di-leone avrebbe almeno occupato a oltranza l’Aula Consiliare portandosi i materassi per la notte; gli automobilisti in fila perenne avrebbero messo di traverso le auto e suonato i clacson fino a batteria morta; i proprietari di cani li avrebbero sguinzagliati all’ora dei bisogni e senza museruola negli Uffici del Comune; eccetera… Insomma, un’iradiddio…

 

  •        … Chi pensava così è un fesso. In verità ogni ribellione sarebbe stata ingiusta e fuori posto. QUEL PONTE NON SERVE, è d’avanzo.  Avevamo un ponte in più e non lo sapevamo, è bastato chiuderlo per dimostrarlo. Alla prossima ci taglieranno una gamba per il nostro bene, fa niente, c’è l’altra. Anzi, grazie per il pensiero. Prego.

Con queste aquile in Comune, aspettiamoci altri “successi”. Non scambiamoli scioccamente per indicatori di inettitudine, cialtroneria e castroneria: saranno invece sicuri indicatori di genio tecnico e sapienza politico-amministrativa, da accogliere con disperata letizia e ansia di voto.

Grottammare è un Cabaret, bellezza.

 

7 giugno 2017                              PGC

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