LIBERA USCITA

 Ascoli Piceno. Davanti alla BANDIERA DI GUERRA, 420 “LO GIURO” in Piazza del Popolo

 

Dal Medioevo in qua, chissà quante truppe in armi sono sfilate solenni e/o minacciose nella prima piazza di Ascoli. Ma da decenni non succedeva più. Forse una dimenticanza, una trascuratezza.

I militari stavano confinati laggiù in periferia: s’addestravano entro i recinti, sfilavano intruppati nell’abbacinante spianata di Piazza d’Armi, i loro “LO GIURO” a squarciagola non li sentiva nessuno. Mesti contavano i giorni. Quasi scansati dai “civili”, nelle fuggevoli libere uscite serali vagolavano in gruppetti, talvolta scortati da fidanzate preoccupate e/o genitori mediamente orgogliosi…

Ai tempi del 51° Fucilieri AUC, infagottati in legnose divise cachi di taglia sbagliata, capelli virtuali sotto baschi a disco volante, volti sfregiati da stanche lamette Bolzano, non ci restava che buttarci a plotoni nei cinema per poi – anche prima del The End perché s’era fatto tardi – schizzar via e incamminarci a passo svelto e con sprezzo del pericolo verso la lontana caserma Clementi. Quanto fiato avevamo.

Intere settimane ad addestrarci contro il nemico (spara che ti spara, campi ad Amatrice, marce estenuanti verso nessun posto, passo del giaguaro nelle pozzanghere, filo spinato, bombe che facevano cilecca, baionette, ridicoli travestimenti mimetici – foglie, rami in testa, carbone in faccia – assalti in salita, ore e ore di pulizia di armi pulite, esplorazioni chissà dove e tutti che si perdevano chissàcome…).

Avevamo giurato sulla Bandiera di Guerra, cacchio. Tanto era guerra per finta. Sempre meglio che eseguire certi ordini tra il sadico e il comico, tipo rifilare con le forbicine-tattiche da unghie l’immensa siepe di Piazza d’Armi, col colonnello al cannocchiale.

Da parecchio le cose sono cambiate. Le reclute – intanto, maschi e femmine – che bazzicano Ascoli oggi, sono volontari dalle divise orrendamente belle, pagati altro che 150 lire al giorno, che in libera uscita si volatilizzano come ragazzotti borghesi qualsiasi, pure coi jeans strappati. Capelli barbe tatuaggi a piacere, occhialoni da sole, automobili, SUV, orari trattabili… Quasi una vacanza in hotel. Eh, loro non contano i giorni…

Però il Giuramento sulla Bandiera di Guerra resiste gagliardo. Anzi, dall’altro giorno è diventato addirittura glamour: molto più pubblico, spettacolare, gioioso, reboante, prepotente, sfrontato.

L’intero battaglione, trasferitosi in Piazza del Popolo armato fino ai denti, si mette in vetrina-sfila-giura.

Al cospetto dei politici e delle più alte autorità civili militari e religiose, come da contratto, ma pure davanti al tripudio di cittadini e turisti e bimbi che sventolano bandierine (di guerra), tra negozi caffè ristoranti e ogni tipo di commercio: il Giuramento (sulla Bandiera di Guerra!) messo a reddito in una grandiosa festa popolare. Come alla Quintana. Che pensata!

         Ma l’art.11 della Costituzione che “RIPUDIA LA GUERRA” non dovrebbe, almeno, evitare che ancora si giuri davanti ad una BANDIERA DI GUERRA?

Si vede che la Costituzione può essere carta straccia – luminosi gli esempi recenti – se dappertutto ogni occasione è buona per sfilare in armi: dal 2 Giugno dei Fori Imperiali (quest’anno “arricchita” dai nostri sindaci terremotati che, anche loro intruppati come soldatini, hanno omaggiato con ubbidiente vergognosa sudditanza quei governanti che con tanta efficienza hanno “risolto” il dramma delle loro popolazioni), fino all’autocelebrarsi e festeggiarsi di tutte le migliaia di anniversari “militari” sparsi in tutt’Italia.

 

Oppure no. Allarghiamo ancora la festa. Castelli (sindaco di Ascoli) e Piunti (sindaco di San Benedetto), fratelli destrorsi in esemplare sintonia d’idee, organizzino il prossimo Giuramento del 235° RAV Piceno sul lungomare di San Benedetto. Tra gli chalet, la nuova pista ciclabile e le palme, passando poi in pettoruta rassegna i pescherecci e i potenti natanti dei Capitani Coraggiosi della Capitaneria. Ci sarebbero i fuochi d’artificio al porto, l’immancabile benedizione della Madonna della Marina, la messa… Sai la gente! Ma il momento clou, l’emozionante rude militaresco “LO GIURO” si terrebbe, of course, alla rotonda Giorgini che ha quegli altissimi pennoni per le bandiere: ammainata quella della Pace, s’alzi quella della Guerra.

Così anche i restanti cervelli andranno in “libera uscita”.

 

22 luglio 2017                            PGC 

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