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Quando la grandine dà in testa

Sindaco Pierre-Gallin chiede per Grottammare lo STATO DI CALAMITA’

 

        A Grottammare e dintorni, ma anche più in là, l’altro ieri pomeriggio ha grandinato. Forte. Per un quarto d’ora, e raffiche di vento da paura. Ci sono stati danni. Quanti, non si sa. Io, nel mio piccolo, mi ritrovo la Kia rossa un po’ abbozzata, GRRR… Ma finita lì, non chiedo al padreterno di ripararmela.

Invece a Grottammare a qualcuno la grandine ha dato in testa di brutto: ci ha messo meno di 24 ore il sindaco, per chiedere alla Regione lo Stato di Calamità Naturale per gravissimi danni al settore florovivaistico e alle attività turistico-ricettive.

Campione di sprint accatta-consensi, anche stavolta arriva primo, vigile come non mai, “come un buon padre di famiglia”. Chiede a squarciagola i danni pro domo sua senza conoscerne l’entità, allerta i cittadini-votanti, fate le foto, le perizie, mandate mail, chiedete chiedete e vi sarà dato.

E i giornali a far da megafono, fiato alle trombe e rullo di tamburi, senz’ombra di ragionamento autonomo, di critica… Loro sono così: sindaco (s)parla, giornale scrive.

Vuoi vedere che qualche centinaia di migliaia di euro arriverà? E ce li spartiremo. Siamo stati bravi a chiedere subito, abbiamo intasato il web con le foto della spiaggia imbiancata, abbiamo frignato per primi e con certi lacrimoni! Ai floro-vivaisti la grandine ha rotto le piante, ai contadini ha buttato giù le prugne, all’autosalone ha abbozzato i SUV nuovi, agli chalet ha spaccato ombrelloni e sdraio, a Peppi’ ha incrinato i pannelli solari, ai B&B ha fatto precipitare le insegne, a Tizio ha abbozzato la serranda, a Caio ha impallinato la bicicletta, a Sempronio ha fatto venire il mal di testa; poi 2 semafori che non funzionano (e meno male, così si circola), palme pini e oleandri spettinati, forse s’è spostato il 43° parallelo con annessa spiaggia per cani… Danni, danni, danni. E dàje! E conta! E ridi!

VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA. Chiedere la “Calamità naturale” così a priori – a prescindere direbbe Totò – con furbastra isteria, è indecente. [Tra l’altro, fra le 5 -6 Regioni che l’hanno chiesta, le Marche neanche ci sono!]

Da un anno migliaia di terremotati qua a due passi hanno ancora le macerie nei paesi e loro stanno buttati negli alberghi, hanno perso casa lavoro e soldi, niente “casette”, non hanno neanche le stalle per gli animali, e noi chiediamo i rimborsi per una (tosta) grandinata di un quarto d’ora 24 ore dopo? Le grandinate estive fanno male, ma è normale. Facciamoci le assicurazioni (ma floro-vivaisti e “attività turistico-ricettive” non le hanno già? Prenderebbero dunque anche soldi pubblici?) e poi lavoriamo meglio, ripuliamoci il culo da soli, proviamo a contrastare il nostro dna di italioti furbetti. In Abruzzo sono morti due pescatori, qui neanche una cicala. Lo Stato deve esserci per faccende serie, per le emergenze insostenibili e imprevedibili, per le catastrofi. Il fatto è che lo Stato non c’è. Esiste solo per foraggiare gli svelti e gli amici degli amici. VERGOGNA.

 

P.S. Apprendo ora che anche la Provincia di Ascoli Piceno ha chiesto lo Stato di Calamità. D’Erasmo da Rotterdam è arrivato secondo, ma la Follia è la stessa.

 

27 luglio 2017                             PGC

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