COINCIDENZE

[ A Carmagnola e a San Benedetto del Tronto: “Bella ciao” vietata]

 

        Il 10 Settembre il vicesindaco di Carmagnola (TO), il 25 Aprile il sindaco di San Benedetto del Tronto (AP) – ambedue di centrodestra – hanno vietato di eseguire “Bella ciao”. Al Coro Moro nel caso di Carmagnola, alla Banda Cittadina nel caso di San Benedetto.

       Si fermano qui le coincidenze.

A Carmagnola: il Coro Moro rifiuta il diktat e per protesta annulla l’esibizione, rinunciando pure al compenso di 600 euro (garantito “purchè non uscisse la notizia”).*

ASan Benedetto: la Banda Cittadina piega la testa e ubbidisce, e tra bancarelle e mutande di un martedì di mercato (è “solo” il 25 Aprile, e the market must go on) si rassegna ad eseguire innocue marcette e la Canzone del Piave e quel Fratelli d’Italia che non fa male a nessuno e torna utile perfino allo stadio.

Lezione di civiltà dai ragazzi del Coro Moro, sette senegalesi e tre italiani: pur in maggioranza stranieri, “conoscono bene il significato della canzone” e respingendo la censura smascherano la miseria intellettuale di chi l’ha posta.

Al contrario, l’italianissima storica Banda di San Benedetto accoglie supinamente – di fatto avallandola – la tracotanza dell’Amministrazione e del suo sindaco: contro la codardia di nani che hanno paura di una canzone e della sua carica simbolica, un gran rifiuto avrebbe fatto onore prima di tutto ai musicisti. Ma contenti loro…

Che tristezza.

 

*Fonte: Lastampa.it  11-9-‘17

 

12 settembre 2017                               Sara Di Giuseppe 

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