Due città – San Benedetto e Grottammare – senza rivali nell’accanimento furente e sistematico contro alberi e verde cittadino, che la festa agli alberi– nel significato più tragico della metafora – gliela fanno per davvero e senza sosta – spesso complici i comitati di quartiere, sempre silenti e indifferenti i cittadini – queste città senza pudore né ritegno il 21 novembre celebrano – con bambini e ragazzini delle scuole locali – la “Giornata Nazionale degli alberi”.

        Infinito è il dossier delle stragi – di alberi e di verde – compiute negli anni dalle amministrazioni delle due città, e di quelle tuttora in progetto (una per tutte, a San Benedetto il completamento del taglio dei pini lungo il fosso dell’Albula, proprio davanti ad una  scuola: operazione di alta valenza educativa).

Esso condanna senza appello i due Comuni che hanno fatto della desertificazione di pinete e di viali alberati e della guerra al verde pubblico incrollabile credo e ineludibile missione perseguita con le ragioni più platealmente in malafede, sempre saldamente sostenuta dalla grancassa priva di pensiero critico della stampa locale.

Non ci vuol molto a rispolverare ricordi – remoti e recenti – di alberi segati per far spazio al cemento (le piante abbattute a SBT durante la demolizione del Cinema Calabresi, anno 2007, restano un must ineguagliato, puro film dell’orrore); di pini sanissimi condannati a morte per le loro radici d’inciampo alle auto parcheggiate (Grottammare è un’eccellenza nel…ramo); di alberi sacrificati al brutto restyling di brutti lungomari; di interi viali di verde spazzato via da demenziali piste ciclabili o per far posto a orridi lunari parcheggi (largo Manzoni a SBT) o a causa di qualche ramo mai potato intenzionato a scorticare un SUV; di pinete “pelate” per ospitare giochi e gazebo, o per la nefasta sindrome conosciuta come “sicurezzite”.

A  Grottammare ci furono Piazza San Pio e poi viale Sisto V e poi la pineta Ricciotti e le pinetine del lungomare… Quando “gli va bene”, gli alberi si ritrovano i tronchi verniciati di bianco con parroco benedicente o sono indifesi attaccapanni per fili elettrici, lampade stradali, cartelli, manifesti…).

Certo dimentico parecchio: l’elenco è sterminato e purtroppo ancora aperto.

A San Benedetto, amministrazioni con la sensibilità ambientale di un manico di scopa, assessori “verdi” (!) affiliati al Club della Motosega, Segambiente “distratta” dalle pulizie alla Sentina, una Forestale che non c’è più (non c’era neanche prima), hanno lasciato il segno in una città sempre più brutta, cementificata, inospitale e senza verde.

Gli amministratori attuali ne hanno raccolto degnamente il testimone: i progetti realizzati e quelli che nell’indifferenza e nelle complicità di cui sopra troveranno compimento a breve non lasciano dubbi né speranza.

A Grottammare sensibilità e rispetto per alberi e verde pubblico sono da sempre tanto contraddetti nella pratica – anche qui il dossier è infinito – quanto rozzamente masticati come nutrimento principe di un ego amministrativo ipertrofico e autoincensatorio, piatto forte nel menu di panzane ammannito alla cittadinanza inerte e alla stampa compiacente.

Si dovrebbe aver fatto l’abitudine a tanto squallore, persuasi dell’inutilità di qualsiasi sollecitazione, della pervicace arrogante sordità dei destinatari, dei complici silenzi anche della miriade di Associazioni.

Ma non ci si abitua, e ci si chiede ancora una volta quale deficit culturale, quale intreccio di ignoranza ambientale, affarismo, opacità politica guidi i due Comuni in queste scelte; quale maligno virus di indifferenza, abulia, complicità infetti cittadinanze sistematicamente defraudate di beni primari e irrinunciabili come alberi, verde pubblico, spazi liberi vivibili. Quale supina rassegnazione, infine, freni cittadini, scolaresche con dirigenti, maestri/e, genitori, educatori a vario titolo, dal respingere con sdegno l’ipocrisia istituzionale del “festeggiare” un giorno dell’anno quei beni preziosi che per il resto del tempo quegli stessi amministratori si impegnano con seriale sistematicità a distruggere.

 

21 novembre 2017                             Sara Di Giuseppe  

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