IL SUICIDIO DI “SPELACCHIO”

Non l’ha ucciso la fatica del lungo viaggio dalla Val di Fiemme a Roma, o, come s’è detto, l’ignoranza di chi gli avrebbe maldestramente “riaperto” i rami.

Nè può essere morto di freddo – neanche Gesù Cristo – abituato com’era al clima rigido del suo Trentino.

Né certo è stato avvelenato: figurati se qualcuno, a piazza Venezia, gli iniettava veleno in favore di telecamere…

Più facile un avvelenamento da gas di scarico, a Roma ci si muore, ce lo dirà l’autopsia.

Sicuro è solo che SPELACCHIO è morto anzitempo e senza avvisare.

Dimenticavo: “Non è stato un omicidio” dicono i Carabinieri.

Segato a pezzettini dopo Natale e bruciato nel camino l’avremmo pensato “regolare”:

i 50.000 euro (!) coprivano anche lo “smaltimento” oltre al trasporto. Firmato Raggi.

Ma ho fatto indagini per conto mio: è suicidio.

Causa: umiliato e offeso come e più dei suoi simili,

SPELACCHIO si è suicidato per dignità e per protesta. Platealmente in piazza, tiè!

Non ce lo dirà come ha fatto. Però è stato buono, dato che è Natale: non s’ è lasciato precipitare di schianto, che avrebbe fatto un macello.Ringraziamolo.

 Piuttosto teniamo d’occhio quell’altro abete, quello di piazza San Pietro.

SPELACCHIO gliel’ha detto, che si sarebbe ammazzato [gli alberi tra loro comunicano] e quello, pure se è polacco, ha capito e approvato.

Anzi, ci sta pensando anche lui…

Molto più grande e grosso, lo hanno fatto viaggiare per un mese, 2.300 km dai Laghi Masuri a Roma. Un “trasporto speciale”. E blocchi del traffico, feste, messe, benedizioni a ogni tappa…

 Questo regalo dei cattolicissimi polacchi sarà costato cento volte Spelacchio – alla faccia di santa povertà e del Poverello di cui Bergoglio s’è dato il nome – e ora troneggia in Vaticano.

L’omicidio a dopo Natale. Amen.

Esempi di stupido incomprensibile sperpero, di denaro e di ambiente.

 La stupidità poi è contagiosa: dice che il prossimo anno Trump ci regalerà una sequoia dei Parchi Nazionali. Per i servigi resi.

Ma la stupidità si paga. E gli alberi, che già hanno cominciato a suicidarsi, ce la faranno pagare cara. Magari facendo in modo che siamo noi a suicidarci: è già successo in un film, fantascienza che attinge alla scienza.

Questa sa e dimostra che il mondo vegetale risponde al pericolo comunicando o sottoterra attraverso le radici, o in modo volatile, quasi “olfattivo”, come avviene tra gli animali. E attuando strategie di difesa, come la produzione di tossine. Meditiamo…

21 dicembre 2017                               PGC          

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