STEFAN MILENKOVICH  (violino)

UKRAINIAN RADIO SYMPHONY ORCHESTRA di Kiev  [dir. Volodymir Sheiko]
[N.Rimskij-Korsakov  – P.de Sarasate – E.Granados – M.Glinka]

Teramo–Aula Magna Convitto Nazionale “M.Dèlfico” – 9/1/’18 h21  la Riccitelli

Quando, nella breve pausa tra la “Zingaresca” op.20 e la “Carmen Fantasy” op.25 di P. de Sarasate, per andare sul retro col direttore ha attraversato in veloce slalom l’orchestra transitando davanti al busto di gesso con berretto – dell’illuminista teramano Melchiorre Dèlfico – l’ha guardato e ZAC, gli ha proprio fatto la lingua! Come per dire: ho suonato bene? E il busto là, impassibile, ingessato… Ma l’ho immaginato divertito dargli il cinque, tirando fuori la mano che per forza di cose non ha…

Stefan Milenkovich è così: superlativo musicista e imperdibile ragazzo. E, non bastasse, perfino “Most Human Person”, titolo conferitogli da Belgrado per il suo impegno umanitario.

Il serissimo strumento con cui è praticamente nato e che suona “così come Pan deve aver suonato la sua Siringa del disperato amore” non gli impedisce, quando gli va e meno te l’aspetti, di tornare sulla terra con gesti scanzonati e istintivi e mai irriverenti o maleducati. Non ne abusa, un guizzo ogni tanto, un’improvvisa evasione dal solito cliché.

Se quel busto non gli si fosse parato davanti avrebbe “solo” continuato nella genuina distribuzione di sguardi e sorrisi. O si sarebbe inventato qualcos’altro… Il repertorio di stasera poi invita di per sé ad un ascolto rilassato, seppur attento: “VIVA ESPANA”  travolge col suo repertorio di compositori russi ispirati dalla fascinazione per “atmosfere, melodie e ritmi popolari iberici”, con quei brani dalla ritmica fantasiosa e zingaresca ricca di capricci e danze; e il virtuosismo violinistico di Sarasate si esalta nel violino stregato di Milenkovich.

 

L’orchestra: ha lo status di “Migliore compagine strumentale dell’Ucraina”, imponente e serissima da far soggezione, tutta in nero, schierata come un esercito. Una cinquantina di musicisti che da soli okkupano mezza sala, con strumenti vissuti, di ogni foggia e dimensione e una completa sezione ritmica da banda. Impressionanti i fiati, con quel mostruoso flicorno basso che mette visibilmente in vibrazione i quadrotti di isolante acustico del soffitto. Le copertine degli spartiti in russo. Normale, ma non le avevo mai viste da vicino.

Odorano tutti di viaggio. Qualcuno ha ancora le pieghe addosso. Appena giunti dalla Scandinavia, finito il concerto di Teramo ripartono per l’Artico, ma mica in vacanza. A violoncelli contrabbassi e grancassa hanno lasciato sui bordi attaccate le protezioni.

Milenkovich, nel suo perfetto italiano dal dolce accento slavo ci dice, prima del bis, che stasera ne farà uno solo – invece dei due/tre abituali – perché i musicisti “hanno viaggiato, sono appena arrivati dal Nord, e domani verso il Nord di nuovo…”

 

Odorano di fatica. Li vedi che sono musicisti tosti. Più di 10.000 incisioni solo a Kiev, per segnare con le bandierine i luoghi dei concerti ci vorrebbe un atlante gigante.

Odorano di Ucraina. Non ci sono mai stato, ma passeggiando per Kiev incontri tutta gente così (magari il primo violino, scurissimi lui e il violino, viene dai Carpazi della Transilvania…). Facce dell’Est, ma sempre più colorate e comunicative man mano che il concerto avanza. Alla fine quasi si sciolgono, come mediterranei, come spagnoli, come teramani…

Odorano di professione. Probabilmente “solo” stipendiati, ma suonano impeccabili, affiatatissimi, scattanti, si intendono senza neanche un cenno. Hanno pure trascinanti voci “umane”, quando d’improvviso tutti in piedi intonano otto battute in coro con noi pubblico (abbiamo anche noi cantato in russo? È possibile.). Capaci di virtuosismi mai appariscenti o gratuiti, ricchi di espressività sincera, che rivelano solo nei tempi e nei momenti consentiti dal direttore. Un generale burbero ma buono, V.Sheiko, sempre di Kiev, da sempre.

E’ stato un potente contrasto, l’esuberante serbo Milenkovich (che fa la lingua alla statua) accostato a questa simil-sovietica Ukrainian Radio Symphony Orchestra di Kiev. Ma secondo me anche Stefan ha casa a Kiev…

 

15 gennaio 2018                               PGC

 

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