Sindaco di Offida (AP) condannato per aggressione

ovvero

La legge del contrappasso

  

Se mi sento male
o incappo in un incidente
non mandatemi la Croce Rossa.
Roba che in ambulanza
mi piglio pure i cazzotti.

       Sorvoliamo sul risvolto comico/grottesco della faccenda: un sindaco-avvitato-alla-sedia (e in carriera) condannato per aggressione durante lo scorso Carnevale a – udite udite – prestar servizio sulle ambulanze. Con lo stesso contrappasso il conte Vlad, in arte Dracula, potrebbe prendere servizio all’Avis.

       In realtà la questione è molto più seria e riguarda la MORALITA’ dei personaggi pubblici, che dovrebbe essere qualità preminente in coloro che eleggiamo a rappresentarci nelle istituzioni. A tutti i livelli, dal sindaco in su e dal sindaco in giù, dovrebbe contare più di bravura, serietà, esperienza, rappresentatività, appartenenza a partiti o associazioni, capacità, coraggio, cultura, simpatia…

       Accade invece che ce ne dimentichiamo, o l’accantoniamo, o la mettiamo in coda come una virtù insignificante. Innegabile che nella nostra italietta “nessun principio etico è più ignorato di quello che esige da figure pubbliche una quota inderogabile di moralità maggiore di quella che ci si attende dal privato”.

       L’etica pubblica neanche viene più nominata, dorme sepolta in un campo di grano, sa di vecchio, stantio, superato. Eppure in chi ce l’ha giganteggia. Sorprende e risplende. Ti rassicura. Come non ricordare Pertini? Della persona che la possiede ti fidi, anche se è un non-amico, un concorrente, un avversario, uno sconosciuto.  E’ una moralità debole, invece, quella che oggi applichiamo alla vita pubblica. Un optional. Come i sedili riscaldati sull’auto nuova. Peggio, ci siamo abituati alla sua assenza.

       Emblematica quindi, nel suo meschino piccolissimo, la brutta storia del sindaco di Offida, quel Lucciarini che in preda a furore alcolico-medicinal-carnascialesco (parole sue) dispensa sberle e cazzotti veri durante il “Bove finto di Offida.

       Tralasciamo questioni di gusto, opportunità, decoro, evidentemente ignote al personaggio che pur rivestendo un ruolo istituzionale si mescola all’orda imbufalita di un evento che è sempre meno tradizione e sempre più tracimazione di istinti primitivi. Anzi, nei parapiglia sa menare pure lui. Lui prima smentisce stizzito, poi è costretto ad ammetterei: voilà 3.000 euro di risarcimento. Ah, non bastano.

        La faccenda – serissima – assume così col passar del tempo (9 mesi) una piega via via più grottesca. Paginate e foto sui quotidiani (anche nazionali) per disquisire di convenienze, opportunità, calcoli… Alla fine, un po’ di “punitivo” servizio in Croce Rossa e sarà quasi-assoluzione: “Mica ha ammazzato qualcuno!”.

       Perchè il sindaco non ha ravvisato il dovere/opportunità/buon gusto di dimettersi subito dalla carica? (avrebbe anche fatto bella figura). Perchè stampa e opinione pubblica ancora non si (gli) pongono la più doverosa delle domande: a quale titolo un personaggio pubblico continua a rivestire il ruolo istituzionale conferitogli dai cittadini, dopo averlo così indegnamente rappresentato?

        Certo fa scuola il costume politico nazionale: la moralità di un politico è solo una “variabile dipendente” (dal successo mediatico, dagli accordi, dagli inciuci, dagli interessi più o meno leciti – o loschi – in ballo).

Rovesciamento di valori: regole e consolidati principi morali ed etici sono più flessibili per il personaggio pubblico di quanto non lo siano per il privato cittadino.

        A tale forma mentis è drammaticamente estraneo il principio (basilare in società più civili della nostra, nel  passato e nel presente) per cui il responsabile della cosa pubblica, a qualsiasi livello, deve considerarsi indegno di rivestire il ruolo istituzionale quando il suo operato sia moralmente/eticamente riprovevole, anche quando non lo renda necessariamente meritevole di marcire in galera.

        Se questo è il quadro, vien da chiedersi da chi ci accingiamo a farci rappresentare, localmente e a livello nazionale, con quale metro misuriamo – e misurino essi stessi – il loro senso morale e la loro consapevolezza dell’etica pubblica.

        Sindaco Lucciarini – blindato dal PD che per prassi e (mal)costume fa quadrato e difende l’indifendibile – resta sindaco anche se, bontà sua, rinuncia a candidarsi alle politiche nazionali. Sarà pure un brav’uomo, nel senso di  uno-come-noi, ma basta questo a rassicurarci? Io comunque scelgo la Croce Verde.

17 gennaio 2018                        PGC

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