“IL PROTOCOLLO NON LO PREVEDE”

[Anche quest’anno niente “Bella ciao” alle Celebrazioni del 25 Aprile a San Benedetto del T.]

25-aprile-2018

         Siccome me l’aspettavo, per saperne di più mi sono attrezzato: sperando che durante la Cerimonia qualche “coraggioso” avrebbe avvicinato il sindaco per chiedergli il perché del suo divieto alla Banda Cittadina (per il secondo anno) di suonare “Bella ciao”, gli ho piazzato con destrezza ben tre cimici supertecnologiche. Una infilata nel taschino della giacca, una autoadesiva sul nodo della cravatta, una sulla frangia dorata della fascia tricolore. Poi, a distanza di sicurezza, appollaiato comodo sulla bici, mi son messo all’ascolto. Non prima di aver anche addestrato alla rischiosa missione un’attempata amica dall’accento sambenedettese doc, con l’aria da balda partigiana e tanto di fazzoletto tricolore al collo. Nel caso che nessuno avesse osato far quella domanda al “Nostro”.

          Ah le cimici, che grande invenzione: ho registrato tutto forte-e-chiaro, sia le domande che le risposte. Anzi, mi conforta il fatto che, oltre alla mia “inviata”, anche altri hanno chiesto al sindaco: “Perché non fai suonare “Bella ciao”?”La risposta sempre la stessa, come un disco rotto: “IL PROTOCOLLO NON LO PREVEDE… suoneranno Il Piave” … “IL PROTOCOLLO NON LO PREVEDE… suoneranno Il Piave” … “IL PR…

           Forse intimiditi, non ho però sentito nessuno replicare tipo: … ma Il Piave è una canzone della prima guerra mondiale, mica della seconda… oggi festeggiamo il 25 Aprile… la Resistenza… la Liberazione dal nazi-fascismo, mai sentito parlare? … Ti è pervenuto? … Hai sbagliato festa? … Il 4 novembre è lontano…

No, purtroppo neanche la mia “inviata” ha avuto questa prontezza di riflessi.

            Sicchè niente “Bella ciao”. Del resto, mica puoi chiedere ai musici di disubbidire, sai le rappresaglie che subirebbero. E neanche gli spartiti avevano, invece l’anno scorso quanti ne avevo trovati sotto gli oleandri, stropicciati con rabbia… Alle majorette poi, se gli dici “Bella ciao” credono che è per loro e ci credono… Ai lustri politici odorosi di dopobarba, come fai a dirgli di intercedere, dovresti “arredare” la richiesta con qualcosa di losco… Ai canuti rappresentanti degli ex combattenti e dei partigiani, dopo che hanno ri-tirato fuori dai cassetti mostrine bandiere fazzoletti e decorazioni, se gli dici “Bella ciao” si mettono a piangere… Né puoi avvicinare i militari dalle sbrilluccicanti divise: guardano di continuo l’orologio, hanno caldo, faticano a mantenere la posa migliore… E troppo impegnati i giornalisti a far l’inventario delle personalità, per farcire domani le pagine di nomi e cognomi. Guai se omettono qualcuno!

        Eh no, proprio non la suoneranno “Bella ciao”. Ci appalleranno invece con la tristissima canzone del Piave e con altre marcette, anche per far pericolosamente roteare i bastoncini delle majorette finchè non te ne arriva uno in testa. Infine la fotona di gruppo, che imperversa già nei social. La allego, ma non è mia e lo dico (non faccio come il Carlino, che adopera le foto dei miei pezzi per i suoi articoli e zitto).

         E’ San Benedetto, bellezza! San Benedetto, provincia di quell’Ascoli Piceno dove certi vicepresidi fanno gli auguri al Fuhrer e poi dicono che non volevano. San Benedetto che si gemellerà con Todi il cui sindaco ha negato il Patrocinio del Comune alla Festa della Liberazione del 25 Aprile.

San Benedetto che a questa Festa non porta il mondo della Scuola, troppo impegnata ogni giorno a prendere lezioni da calciatori, cantanti, banchieri, militari, campioni di ogni sport, attori, nani e ballerine.

           Chiudo qui, vado a recuperare le cimici. Anzi no, sono dell’ultima generazione, si auto-distruggono…

           25 aprile 2018                         PGC

 

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