MinCulPop sambenedettese

 [San Benedetto del Tronto, Biblioteca Comunale: l’epurazione di alcuni Quotidiani]

       “Epurati” dall’oggi al domani – letteralmente – importanti quotidiani nazionali, cancellati dalla dotazione giornaliera della Biblioteca Comunale “Lesca” di San Benedetto. Restano Corsera, Repubblica, Sole 24 ore, Messaggero, Carlino e Corriere Adriatico (questi ultimi tre in qualsiasi bar cittadino te li tirano dietro, non serve andare in biblioteca a leggerli). E quelli di sport.

Eliminati Il Manifesto, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale, Il Foglio, Libero, per citare quelli importanti, ma può darsi che la mannaia ne abbia fatti fuori nella foga altri minori.

“Disposizioni dall’alto”, a domanda esitanti rispondono come un disco rotto gli addetti. Risparmio per le casse comunali di circa 7 mila euro l’anno, dicono, in effetti una cifrona…

L’utente se ne deve accorgere per caso e de visu, perché non una voce si è levata chessò, dall’Opposizione, dai sinistrorsi, dai giornalisti locali (e figurati!), dalla “società civile” (e figurati!).

Senonchè, come l’assassino scemo che non sa neanche inventarsi un alibi credibile, questi non sanno spiegare come mai siano pure vuoti gli scaffali con le copie arretrate di “Manifesto”,  “Fatto” ecc. Nell’ottica del risparmio, ci avranno acceso i caminetti dei dipendenti?

Insomma, chi se la beve…

E’ che l’attrazione verso il modello di riferimento, per il sindaco destrorso e per l’amministrazione di uguale pensiero (oddio, “pensiero”…) è forte assai. Al punto d’aver riesumato dal Ventennio questa sorta di casereccio MinCulPop – Ministero della Cultura Popolare de noantri – che stabilisce cosa il popolo bue è igienico che legga e cosa no: allora avanti tutta i giornaletti locali e i giornaloni nazionali – Repubblica/Corsera/Sole/Messaggero – quelli che non si possono proprio eliminare, cani da riporto dei poteri forti e poteri forti essi stessi; via invece tutto il resto, alla faccia del pluralismo delle idee, hai visto mai che il troppo pensare…

D’altra parte l’emulazione del modello di riferimento è perseguita da quest’amministrazione con tenace coerenza. Insieme al MinCulPop ecco dunque, in questa democrazia fallita, prove tecniche di fascismo: per il secondo anno consecutivo, divieto rivolto all’obbediente Banda Cittadina di suonare Bella ciao al 25 Aprile; ecco poi gli illuminati discorsi pubblici del sindaco che di essere alla cerimonia proprio non può evitarlo ma per il secondo anno consecutivo gli scappa di dimenticarsi che Festa della Liberazione non è proprio lo stesso che festa della libertà – della mamma – del papà – della donna – del pregiato caciocavallo – del milite ignoto – dei caduti di tutte le guerre…  (E la sinistra locale è tanto stupida e disastrata che invece di protestare lì e subito, se la suona e se la canta Bella ciao la domenica dopo… Cosi – un unicum a livello nazionale – San Benedetto ha celebrato la Liberazione in due comode rate).

Gli addetti del MinCulPop, dopo l’enorme risparmio garantito dai tagli ai giornali della Biblioteca, si dedicheranno con accresciuto vigore ad espandere la missione civilizzatrice del Comune: stanziando ancora decine di migliaia di euro per il canzonettista di turno che intratterrà le masse sbevazzanti nei Capodanninpiazza; promuovendo nelle scuole dall’asilo in su lezioni magistrali di leadership-del-fare (!) ammannite da rapper, bancari, banchieri, rotariani, dirigenti d’azienda, calciatori, allenatori, campioni bolliti o in ebollizione, capitani coraggiosi di tutte le armi con mostrine ben lucide; recandosi in gita aziendale al Salone del Libro di Torino perché bisogna esserci e farlo sapere, e saper leggere non è richiesto all’ingresso.

Dei tagli ai fondi per i libri alla Biblioteca Comunale si sa da anni, adesso via dalla Biblioteca anche i giornali “optional”. A breve il MinCulPop di San Benedetto la chiude e ci fa un parcheggione. Vuoi mettere…

 

 

16 maggio 2018                                               Sara Di Giuseppe

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