Scrive Giacomo Leopardi nello Zibaldone che “il miglior modo di non
far conoscere i limiti del proprio sapere è non oltrepassarli”.
Leopardi ci parla di un tipico errore di presunzione in cui
abitualmente incorre chi non sa: l’ignorante.

Impegnato a infarcire il suo curriculum di studi e corsi Harvardiani e Oxfordiani, l’attuale presidente del Consiglio Conte, non ha evidentemente letto il passo
leopardiano. L’avesse fatto avrebbe evitato, nel suo discorso
d’esordio in Parlamento, di sproloquiare, come un Salvini qualsiasi,
sul populismo, aggiungendo le sue alle mille baggianate che si sentono
in Italia sul tema.

I regimi populisti, in estrema sintesi, sono quei sistemi in cui si crea una stretta e diretta relazione tra leader e massa (quest’ultima manipolata e ridotta a massa di manovra buona a tutti gli usi) mettendo in ombra e scavalcando le istituzioni
democratiche e la Carta costituzionale.

Il populismo è una grave malattia degenerativa della democrazia, al punto che quando
quest’ultima ne sia affetta rischia di tirare le cuoia. Questo è il significato di populismo e di regime populista invalso da almeno
cinquant’anni nella letteratura politologica e, più ingenerale, nelle
scienze sociali.

Tutto ciò è ignorato dal Presidente Conte.
Dunque possiamo dire che si può ben essere figure di spiccata personalità
qual è indubbiamente il premier italiano, avere assiduamente
frequentato le migliori Università del mondo anglosassone, essere
docenti di Diritto privato e tuttavia versare in uno stato di ignoranza disdicevole.

Orson Welles era rimato impressionato dall’ignoranza della borghesia
italiana tanto da giudicarla la più ignorante d’Europa.
La situazione non pare cambiata, ma certo in Italia l’ignoranza non è esclusivo
appannaggio della borghesia. Oggi, vediamo bene, la piccola borghesia,
ottimamente rappresentata dall’intera compagine governativa, fa
sfoggio di una belluina e totalizzante forma di ignoranza e persino
una parte non marginale del mondo accademico (la mia affermazione ha
solide basi empiriche) possiamo dirla ignorante.
Il Presidente Conte ne è un esempio.

Giorgio Carnevali

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