Basta, basta con lo stucchevole argomento della paura che sarebbe alla
base della melma populista nella quale stiamo affogando. Più che di
paura si tratta di odio.

La moltitudine incanaglita che ha trovato in Salvini il suo ignobile conducator non è fatta di vittime della paura ma di gente avvezza all’odio.

Gli ignorantissimi, e armati fino ai denti, seguaci dell’ignorantissimo Trump non hanno paura degli immigrati ispanici. Semplicemente li odiano e sognano di farli fuori.

Le masse invasate galvanizzate da Hitler non tremavano davanti agli
ebrei, li odiavano, al punto da rendersi corresponsabili del loro
sterminio.

Ben più della paura può l’odio. La paura, la ragionevole
paura dell’altro, stando a Hobbes, avrebbe addirittura una funzione
positiva essendo alla base dell’ordine statuale moderno.

L’odio è invece il sentimento politico che innerva il nazionalismo, vale a dire
quella maniera politica di vedersi e di operare nel mondo che nel
Novecento ha devastato l’Europa, disonorando la sua storia e
insudiciandola moralmente.

Oggi i nazionalisti, seguendo la stupida moda di coniare nuovi termini per definire fenomeni ben conosciuti, possono ben autodefinirsi sovranisti ma il tanfo della loro vecchia ideologia nazionalista permane inconfondibile.

Giorgio Carnevali

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