In realtà i locali sull’Adriatica ci sono ancora, ma la Galleria Marconi di Cupramarittima da circa un mese non c’è più.

         Si può dire che a Cupra è “crollata” un’istituzione.

          Decenni di mostre d’arte contemporanea ai più alti livelli, inesauribile centro di incontri e di eventi culturali, punto di aggregazione e piccola fabbrica di artisti emergenti, luminoso esempio di coinvolgimento di passioni e progetti, di conoscenze e sensibilità, luogo espositivo libero e democratico, casa del design e del bello, ma anche della simpatia, dell’accoglienza… Galleria Marconi a Cupra era proprio un “Bene Comune”. E ne arricchiva il paesaggio, ci buttavano un occhio fuggitivo anche le auto e i camion spazientiti della Statale16.

         Adesso il paesaggio è cambiato, anzi non è più paesaggio. E’ rimasto un piatto uniforme impersonale grigio muro di case brutte, con un vuoto al posto di quello spiraglio di luce mentale che aiutava a pensare.

         Cupra ha perso la “sua” Galleria Marconi e non lo capisce, neanche se ne rende conto. Non ha saputo amarla, tenersela gelosamente, trattenerla, trovarle magari un altro spazio. Ha fatto solo finta, poi ha preferito lasciarla “crollare”, come una galleria qualsiasi, un ponte Morandi, una San Giuseppe dei Falegnami…

         Nessuna meraviglia se al suo posto spunterà una sala giochi per minori, o una rapinosa immobiliare, o una miracolosa agenzia di pullman a due piani, o un immarcescibile TIM-Vodafone… Noi, le vere vittime del “crollo” della Galleria Marconi, saremo i loro spaesati clienti.

         2 settembre 2018                 PGC

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