Da un giornale locale on-line: “A Ripatransone (sindaco Lucciarini) finalmente dopo anni di attesa sono iniziati i lavori di consolidamento della strada franata vicino alle scuole, mentre continua la complessa messa a norma dell’Istituto Scolastico Comprensivo”.

Le ditte – I.C.I.G. Srl di Gallicchio (PZ) [circa 500 km da Ripa, 6 ore d’auto], 249.598 euro; AMATO Costruzioni Srl di Alcamo (TP) [circa 1150 km da Ripa, 14 ore d’auto], 396.704 euro – avrebbero ovviamente vinto le rispettive gare d’appalto con ribasso d’asta (di solito la percentuale di ribasso oscilla – anche parecchio – intorno al 25%; qui non so, informarsi in Comune).

La velina rassicura: i disagi saranno minimi e brevi; anzi rallegratevi perché il tortuoso percorso alternativo (segnalato come d’abitudine con volenterosi cartelli volanti sorretti da sacchetti arancione di… “sale per il disgelo stradale”!) consentirà di ammirare la “particolare bellezza paesaggistica delle Fonti”, roba da commuoversi. Invece i lavori di messa a norma – Lucciarini dixit – “potrebbero finire anche prima di metà aprile 2019 e comunque non pregiudicano in alcun modo le attività didattiche”. Cioè si lavora con gli alunni dentro, quando si dice la sicurezza…

Termina qui l’ode del giornalista al magnifico operare dell’Amministrazione.

Non gli salta all’occhio – quindi non lo dice – che è almeno strano che per lavori così “ordinari”, che potrebbero tranquillamente essere effettuati da affidabili ditte locali, ci si rivolga a quelle più lontane e sconosciute.

Sappiamo che queste procedure d’aggiudicazione bisogna seguirle, anche se si prestano a trucchi e ruberie. Ad esempio, per importi relativamente modesti – ulteriormente ridotti dal ribasso d’asta – che comunque comportano il trasporto di attrezzature (anzi, di tutto il cantiere) per centinaia di km [fino a oltre un migliaio, v.sopra], l’acquisto di materiali, l’impiego di manodopera in trasferta ecc., come fa una ditta ics, lontanissima, ad essere competitiva con una che ha già qui sul posto le attrezzature, i materiali e gli operai? E come fa a guadagnarci?

Un malfidato potrebbe immaginare la vincitrice ditta ics o ipsilon costretta ad adoperare attrezzature non adeguate, materiali scadenti, scaduti o non a norma, operai sottopagati (o addirittura in nero), se non magari a lavorare in perdita per… [omissis]. Chi controlla? Chi collauda?

Nel caso specifico, si tratta della necessaria – oltre che tardiva – messa a norma anche sismica e sanitaria delle scuole di Ripatransone, e della delicata sistemazione di una strada dalla frana facile. Sicurezza e legalità dovrebbero stare al primo posto, e i lavori dovrebbero essere ben fatti e durare. Ci sono queste garanzie? Altrimenti che fa Lucciarini se i lavori pagati si dimostrano fatti male, richiama le ditte ics e ipsilon lontane 500 e 1150 km? Le ritrova?

C’è chi dubita, invece di “restare in silenzio e pregare”.

9 settembre 2018              PGC

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