Caro Max

A tutti noi piace ricordarlo così Massimo Consorti, come nella foto, a sei mesi dal suo definitivo saluto. Col sorriso e la voglia di ‘giocare’, direi spesso coinvolgendoci testardamente.
Abbiamo riso insieme, ma anche sofferto per le molti disillusioni.
Abbiamo lavorato insieme, ma ci siamo anche compiaciuti delle numerose escursioni nel tempo ‘libero’, libero da orari ma non certo da progetti.
Abbiamo mangiato e bevuto sempre con moderazione ma abbiamo goduto del gusto di una sana ‘cucina’.
Abbiamo esposto le nostre idee in molte occasioni, confrontandoci con le sue che facevano da carburante alla comune voglia di fare e fare bene.
Siamo stati un gruppo di amici, capaci di aprirci senza pregiudizi. L’unica intolleranza era alla banalità. Tutto e le tante cose dovevano sfiorare la perfezione, anche se solo muniti di cacciavite e martello.
Gli strumenti, come i mezzi, spesso erano limiti trascurabili per la nostra sana e incontenibile follia, come per la nostra UT. Quella di tUTti noi. Un’esperienza indimenticabile, che ci unisce ancora oggi nel ricordarti.

Ciao, caro Max

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